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Una volta deciso che la fotografia era il nostro campo di ricerca, occorreva stabilire cosa fotografare, e noi, memori di una bella frase di Mallarmé ("Il mondo è fatto per finire in un bel libro"), abbiamo puntato l'obiettivo sul mondo a noi più congeniale: casa nostra. Cioè Bologna, il suo territorio, la montagna, la pianura, fino a tutta l'Emilia Romagna. E Bologna l'abbiamo battuta palmo a palmo, strada per strada, bellezza su bellezza, salendo sulle sue torri, percorrendo i suoi portici, scoprendo i suoi giardini, violando i suoi preziosi interni, penetrando spesso dove mai l'obiettivo fotografico era riuscito a entrare. E ciò per dare della città un ritratto il più possibile fedele e completo, fissando in mille e mille pose le sue tante, incomparabili bellezze. In questo compito, negli anni, si sono cimentati decine di professionisti dell'obiettivo, grandi paesaggisti e fotografi d'architettura. Ma non solo loro. Scrittori, storici, autori e autrici di rango, hanno contribuito con i loro testi a rendere ancora più completa e organica la ricerca iconografica, e il libro che, di conseguenza, ne scaturiva. Qualche volta abbiamo anche "scantonato", uscendo dai confini tematici e geografici del nostro usuale campo di ricerca. Lo abbiamo fatto, e lo continuiamo a fare, ogni volta che il soggetto si presta al tipo di approccio "estetico" che è più congeniale alla nostra impostazione editoriale. Il tutto, comunque, sempre con lo stesso, reiterato, scopo: far sì che un'altra piccola parte di mondo finisca, una volta di più, in un bel libro. |
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